Rinnovabili: entro il 2020 il 45% dell'energia pulita verra' dall'agricoltura

16.01.2013 20:32

 

È quanto rivela la stima contenuta nel Rapporto sulle agroenergie presentato dalla Confederazione italiani agricoltori alla VI Conferenza economica a  Lecce. Ma attenzione, questo processo dovrà essere accompagnato da politiche chiare, mirate, lungimiranti, e, soprattutto, finalizzate all'integrazione con il "food".

"Biomasse e biogas insieme hanno i numeri e il potenziale per diventare una fonte strategica per la nuova politica energetica nazionale - ha spiegato la Cia in una nota - ma rappresentano anche un'opportunità di reddito integrativa per le aziende agricole, in grado di far crescere il Pil del settore di almeno 5 punti". Ma puntare sulle agroenergie significa anche abbassare i costi della bolletta energetica e dei carburanti, oltre che ridurre le emissioni di anidride carbonica.

"Ogni anno -ha osservato la Cia- "perdiamo" 60 miliardi di euro per l'acquisto di petrolio e gas dai Paesi esteri. Una condizione che ci accomuna al resto d'Europa: solo nel 2011 la Ue a Ventisette ha speso 488 miliardi di euro per questa voce di import".
 
Per questi, sfruttando al meglio le agroenergie, l'Italia potrebbe diminuire la sua dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, con un triplice vantaggio: risparmio in termini di costi, un grande beneficio all'ambiente, con 240 milioni di tonnellate in meno di Co2 nell'aria nei prossimi dieci anni, e maggiore occupazione, in particolare giovanile.

Lo dimostra uno studio recente dell' Università Bocconi, che rivela come, in caso di raggiungimento degli obiettivi prefissati dall'Europa per il 2020, in Italia l'industria energetica verde avrà creato nel Belpaese ben 250 mila posti di lavoro, di cui presumibilmente più di 100 mila nel settore delle biomasse. Ma i problemi sono ancora tanti, a partire dal sistema degli incentivi.
 
"Prima di tutto -ha dichiarato il vicepresidente della Cia, Domenico Brugnoni- è necessario che i contributi alle energie sostenibili accompagnino la transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, con interventi che premino l'innovazione e l'efficienza a discapito delle speculazioni ".

Per questo sono necessarie politiche di sviluppo per le bioenergie che siano "chiare, certe, lungimiranti, realistiche, pluriennali, locali (cioè che valorizzino le risorse del territorio), globali (cioè armonizzate con lo sviluppo delle altre fonti rinnovabili e con le politiche europee e internazionali)", ha concluso il presidente.
 
"Chiediamo –ha chiosato Marino Berton, presidente dell'Aiel, l'associazione italiana energie agroforestali della Cia- che si realizzi un piano energetico orientato ben oltre il 2020 e  che assicuri in modo sostenibile dal punto di vista ambientale e rispettoso del territorio, l'energia necessaria alla crescita economica e occupazionale del nostro Paese. L'agricoltura è pronta a fare la propria parte in un quadro di regole e strumenti certi".

Fonte: www.greenbiz.it

 

 

 

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