Svolta 'verde' del settore vitivinicolo, cresce l'impegno ecologico delle cantine italiane

16.01.2013 20:51

 

24 Febbraio 2010 - Tanto che, se fino a non molti anni fa a guardare all'eco-sostenibilità nella produzione di vino erano in pochi, oggi una svolta ''verde'' di una parte consistente del settore vitivinicolo italiano potrebbe contribuire all'affermazione del vino italiano all'estero.

 

 

La pensa così il 48% degli eno-appassionati, secondo un sondaggio realizzato da www.winenews.it, uno di siti più cliccati dagli appassionati italiani, e Vinitaly (www.vinitaly.it), appuntamento enologico di riferimento internazionale, per i quali l'impegno ecologico in cantina è, e sarà, il valore aggiunto per rendere ancora più competitivo il vino made in Italy sui mercati, e non solo a livello internazionale, ma anche nazionale, perché per il 55% degli amanti del buon bere il bollino ''verde'' in bottiglia, che garantisca cioè l'impegno ecologico della cantina produttrice, rappresenterebbe un motivo in più per acquistare un vino.

 

 

L'attenzione e l'interesse crescente verso l'ambiente, non solo da pare dei produttori - che, per raccontare le proprie esperienze, si danno appuntamento il 23 febbraio a Verona Fiere nella conferenza internazionale ''Eco-sostenibilità e vantaggio competitivo nelle imprese agricole'', promossa da Vinitaly e E.On, uno dei più grandi gruppi energetici privati al mondo (dalla Marchesi Antinori a Caprai, da Planeta a Berlucchi a Santa Margherita, insieme al direttore generale VeronaFiere Giovanni Mantovani, Giacomo Mojoli, docente del Politecnico di Milano, Fabio Renzi, segretario generale ''Fondazione Symbola'', il professor Attilio Scienza, ordinario di viticoltura dell'Università di Milano, Enrico Morandi, direttore ''Sales Large Clients E.On Energia'') - ma anche degli amanti del buon bere, sono testimoniati dal fatto che gli eno-appassionati chiedono maggiore informazione su cosa vuol dire impegno ecologico in cantina, perché questo, se sostenuto da campagne mediatiche e di promozione che possano istruire ed informare correttamente il consumatore, va a tutto vantaggio delle loro scelte di acquisto.

 

 

Su una cosa gli eno-appassionati nelle loro risposte - oltre 1.200 - non sembrano avere dubbi: a contare prima di tutto, e in ogni caso, è sempre l'alta qualità, già prerogativa dei vini italiani riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, per i quali l'impegno ''verde'' delle cantine sarebbe comunque un valore aggiunto alla competitività soprattutto nell'export. Valore che però deve essere garantito al 100%, e non rappresentare solo una semplice ''operazione di facciata''.

 

Fonte www.adnkronos.it

 

 

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